Senex è un’associazione onlus che si “occupa” della terza e della quarta età. “Occuparsi di “ significa per noi :
1) interrogarci su quali sono i bisogni che le persone anziane hanno
2) pensare a quali possano essere le strategie migliori per poter soddisfare tali bisogni
3) non perdere mai di vista il concetto di “ miglioramento della qualità della vita”
4) creare nuove modalità per poter favorire una migliore integrazione dell’anziano nella società
5) promuovere attività di scambio tra gli anziani e i giovani
6) essere sempre attenti a nuove modalità di assistenza psico-socio-assistenziale anche grazie ad un lavoro di rete internazionale di scambio culturale
La filosofia dalla quale senex prende vita è la filosofia dell’elogia della vecchiaia.
Un buon punto di riferimento teorico, per noi, è rappresentato dalle parole di Reveillè Parise che , egregiamente, scrisse :
Valutare le forze che rimangono, eccitarle e sostenerle con arte, onde godere della vita il più possibile, il meglio possibile e il più a lungo possibile.
A raggiungere questo fine valgono questi quattro precetti:
Saper essere vecchio.
Conoscer se stesso.
Disporre e regolare convenientemente le abitudini della vita.
Combattere ogni malattia dal suo principio.
La filosofia che senex certamente non segue è la filosofia della diversità intesa come differenza.
La diversità è, per noi, modalità altra di essere, di fare, di esprimersi, non è differenza intesa come incomprensione, distanza ma è ricchezza, ampliamento, confronto.
Tale filosofia ci porta a dare molto rilievo a tutte quelle Iniziative che hanno come obiettivo quello di integrare realtà diverse da diversi punti di vista: culturale, sociale, etnico, economico………
Se dovessimo scegliere una poesia che ci rappresenta la scelta andrebbe su:
Se potessi vivere di nuovo la mia vita
nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere perfetto,
mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non sia già stato,
prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienista.
Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
scalerei più montagne;
nuoterei in più fiumi.
Andrei in più luoghi dove mai sono stato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Fui di quelli che cercano un senso e un profitto
in ogni minuto della vita.
Certo mi sono concesso momenti di allegria,
ma se potessi tornare indietro, tenterei
di avere soltanto momenti buoni.
Se non lo sapete, di questo è fatta la vita,
di momenti: non perdere l'adesso.
Ero di quelli che non vanno da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell'acqua calda,
un ombrello e un paracadute.
Se potessi tornare a vivere, vivrei con più leggerezza.
Se potessi tornare a vivere
comincerei a girare scalzo all'inizio della primavera
e scalzo rimarrei fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri in calesse,
guarderei più albe,
e giocherei con più bambini
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
Ma vedete, ho ottantacinque anni e so che sto morendo.
(J.L.Borges)